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MACCHINA FILATRICE CUSTOMIZZATA E DITA AMPUTATE: COSA È SUCCESSO?

MACCHINA FILATRICE CUSTOMIZZATA E DITA AMPUTATE

 

Cambiano le macchine, cambiano le aree geografiche e le persone, eppure le cause che portano a gravi infortuni sul lavoro a volte hanno l’aria di essere fatte con lo stampino…

Come in questo infelice caso, in cui tutto era partito bene e fatto a regola d’arte, ma è bastata una scelta malsana e mal valutata per cambiare le sorti alla vita di almeno 2 persone.

Ne valeva la pena?

 

IL FATTO

Mario, lavoratore in somministrazione presso la ditta Alfa, stava lavorando su di una macchina filatrice per la produzione della pasta filata (mozzarella), corredata da un lungo nastro di recupero degli sfridi.

A un certo punto si è accorto di un’ostruzione di sfrido di pasta filata sulla bocca di ingresso della tramoggia di carico degli sfridi; per districarla e accompagnarla verso la tramoggia, ha avvicinato eccessivamente le mani alla base inferiore contenente il gruppo coltelli della taglierina, del quale non si era minimamente accorto.

Nel compiere questo movimento le dita della mano sinistra sono rimaste imprigionate e sono state trascinate verso il basso dalla taglierina in movimento, provocandogli gravi lesioni personali: l’amputazione delle falangi della mano sinistra, oltre a postumi permanenti del 6%.

 

COME SONO ANDATE LE COSE

Ha dell’incredibile, ma le indagini hanno accertato che i fatti sono andati così:

Lato macchina (Fabbricante)

▶ La macchina è stata progettata dal Fabbricante appositamente per incontrare le esigenze della ditta Alfa:

Abbinava alla tradizionale filatrice per la produzione di pasta filata un nastro trasportatore atto a trasportare lo sfrido della produzione (lo scarto) verso una taglierina che lo riduceva in piccoli pezzi, che venivano poi recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo

Doveva essere usata da un solo operatore, che si sarebbe posizionato vicino al quadro comando, e cioè all’estremità opposta del lungo nastro per il recupero degli sfridi

✅ È stata venduta dotata di

Griglia a forma di L volta a isolare la zona dei coltelli in movimento grazie al lato lungo di circa 40 cm che fungeva da scudo rispetto alla zona sul retro in cui erano collocati gli organi taglienti

Dichiarazione CE di conformità secondo i RESS (Requisiti Essenziali di Sicurezza e tutela della Salute) della Direttiva Macchine 2006/42/CE

Lato macchina (Azienda Acquirente)

▶ Pochi giorni dopo il montaggio e il collaudo della macchina presso la ditta Alfa, il Direttore dello Stabilimento ha chiesto al tecnico del Fabbricante di modificare la griglia a L trasformandola in una tramoggia, cioè in una sorta di imbuto dalla forma rettangolare, alta meno della metà del lato lungo della griglia. Tale richiesta è stata fatta al fine di:

❌ Consentire la presenza di una seconda persona sull’impianto, avente il compito di

🚨 Convogliare con le mani la pasta filata verso gli organi di taglio

🚨 Districare, sempre con le mani, eventuali ingorghi, per ridurre al minimo lo scarto

Velocizzare il processo di produzione di pasta filante, altrimenti ostacolato e rallentato dalla griglia a L

 Lato Lavoratore (Mario)

▶ Quel giorno fu chiesto a Mario di sostituire un lavoratore addetto alla filatrice, affidandogli il compito di

❌ Convogliare la mozzarella verso la tramoggia

▶ Mario lavorava sì per la ditta Alfa, ma era addetto a un altro tipo di produzione perciò

          ❌ Ignorava quasi del tutto il funzionamento della macchina filatrice

▶ Inoltre Mario, essendo straniero

❌ Non comprendeva del tutto la lingua italiana.

 

DI CHI È LA RESPONSABILITÀ

Il Direttore dello stabilimento della ditta Alfa (Azienda acquirente) è stato condannato a 2 mesi di reclusione (condanna sostituita poi con una multa di € 15.000,00) in qualità di delegato per gli aspetti di sicurezza sul lavoro dell’azienda.

La condanna è avvenuta per:

❌ Colpa consistente in negligenza, imprudenza e imperizia

❌ Inosservanza dell'art. 71, comma 1, d.lgs. n. 81/2008 per non avere messo a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro, e idonee alla tutela della salute e alla garanzia della sicurezza.

Infatti, è stato accertato che il Direttore dello stabilimento si è interfacciato direttamente con il Fabbricante, al quale ha commissionato in autonomia una modifica essenziale della macchina filatrice andando così a incidere sulla parte della taglierina, ovvero la più pericolosa della macchina, senza però tenere conto dei rischi che ne sarebbero derivati.

Con questa modifica infatti la macchina ha perso la sua conformità alle norme di sicurezza poiché, a fronte di una distanza di 22 cm circa tra l’imboccatura superiore e le lame in movimento (originariamente era di circa 40 cm), la larghezza alla base inferiore della tramoggia è diventata di circa 3,5 cm, anziché di 2 cm, consentendo così a un operatore di raggiungere la zona pericolosa con le mani.

Inoltre, Mario era un lavoratore addetto a un altro tipo di produzione e ciò nonostante è stato messo a lavorare sulla macchina filatrice della quale non conosceva il funzionamento, né era stato istruito per questo, tant’è che neanche si era reso conto cosa contenesse la base inferiore della taglierina a cui si è avvicinato con le mani.

 

CONCLUSIONI

Il Direttore dello stabilimento della ditta Alfa è stato considerato responsabile poiché ha preso l’iniziativa autonoma di apportare modifiche strutturali alla macchina filatrice al fine di rendere più veloce il processo di produzione e limitare al massimo gli scarti di mozzarella, senza però considerare il potenziale aumento di pericolosità della macchina, visto lo stretto legame tra la tramoggia che è stata fatta costruire e gli organi taglienti della taglierina.

 

ATTENZIONE

Per essere in regola a seguito di una modifica di tale portata, la macchina filatrice avrebbe dovuto subire un nuovo iter di Marcatura CE, così da rilevare con una apposita Valutazione dei rischi quelli nuovi derivanti dalla modifica sostanziale apportata.

 

Chi avrebbe dovuto provvedere a rifare l'iter certificativo di Marcatura CE di questa macchina?

In teoria il Fabbricante, ma tutto dipende dalle modalità con le quali è stata richiesta questa modifica dal Direttore dello stabilimento della Ditta Alfa:

❓ Ha chiesto a un tecnico che ha operato senza coinvolgere il Fabbricante?

❓ Il Fabbricante è a conoscenza, ma la modifica è stata fatta passare come manutenzione?

In questi casi il Fabbricante uscirebbe dalla catena delle responsabilità.

Le ipotesi possono però essere diverse, e la sentenza non cita purtroppo questi altri aspetti.

Sta di fatto che nessuno ha provveduto a valutare nuovamente i rischi derivanti dalla modifica effettuata alla macchina, né si è provveduto alla nuova Marcatura CE, dando in uso ai lavoratori una macchina oggettivamente molto pericolosa.

Ha dell’incredibile, vero?

 

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